Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Viso di luna
Stanotte avevi il segno del cuscino
sopra una guancia.
Una cosa da nulla.
Continuavo a guardarlo.
Chissà perché.
Sul davanzale
la tazza del giorno prima
aveva un poco di caffè sul fondo.
La tenda respirava piano.
Tu dormivi.
Una ruga sottile
scendeva dall’occhio verso lo zigomo,
come una strada presa molte volte
per tornare a casa.
I capelli, alle tempie,
avevano raccolto dell’argento.
Li contai quasi,
quei piccoli mutamenti.
Erano anni.
Mattine cominciate presto,
porte richiuse piano,
febbre, partenze,
pane spezzato fra due piatti.
Avrei voluto toccarti il viso.
La mano rimase sul lenzuolo.
Mi bastava guardare
quel poco di vita
che il tempo aveva scritto sulla pelle.
Poi girasti appena la testa
e la luce entrò dalla finestra.
Fu allora.
Il tuo volto aveva qualcosa della luna:
le sue terre d’ombra,
la sua pazienza,
quella maniera antica
di ricevere luce
e restituirla diversa.
Ti guardai ancora.
Avevamo attraversato tanti anni
per arrivare lì:
una tazza fredda,
una tenda mossa dall’aria,
il tuo respiro nel sonno.
Fuori cominciavano gli uccelli.
Io imparavo il tuo viso
un’altra volta.
Come la prima.